G-zerŲ

e.g.ų x Zerogravity

UNDERCONSTRUCTION

 

 

 

 

 

File definitivi::

120x120 pixel

120x120 pixel

362x362 pixel

 

 

 

 

File provvisori::

:: Filmato High Quality (903 KB)
.. Filmato Low Quality (364 KB)

 

 

 

 

Testo [breve] ::

"G-zerŲ"
Video digitale, 88 sec.
Marzo-Luglio 2002
e.g. ų

G-zerŲ_ un lavoro di degradazione digitale_
Perdita di Bit / perdita di informazione / perdita di importanza_

 

 

 

 

Testo [lungo] ::

Il lavoro parte dalle teorie dell'Agenda Setting [agenda setting č un uso delle informazioni da parte dei media per cui gli eventi pił recenti (di cronaca o non) sono messi maggiormente in primo piano; in tal modo eventi passati possono diventare dimenticati (anche se non dovrebbero). I media sono quindi in grado di pilotare continuamente l'attenzione della massa]. Partendo da queste considerazioni, e.g.ų ha creato G-zerŲ. E' un lavoro di degradazione digitale: perdita di bit come perdita di informazione (intesa nelle sue pił ampie accezioni) che determina quindi una perdita di importanza. 
Il minimalismo elettronico, tipico della ricerca di e.g.ų, contraddistingue anche quest'opera: non č un filmato anche se č fruibile come filmato. 

La parte visuale: 
Partendo da un'immagine "tristemente nota" (la morte di Carlo Giuliani), in successivi passi, viene tolto un bit di definizione dell'immagine fino ad arrivare all'uso di un solo bit (ovvero solo pixel bianchi o neri senza i valori di grigio intermedi). L'immagine ad un solo bit e' chiaramente incomprensibile. 

L'audio: 
l'audio e' stato generato a caso con un software scritto per l'occasione. E' una sequenza minimale in loop in cui sono usate solo delle sinusoidi: le frequenze di tali sinusoidi sono le frequenze degli apparecchi di comunicazione (i 440 Hz del  telefono, la frequenza di sincronismo del TV, le frequenze del modem e del Fax). Come per la parte visuale, anche l'audio viene "rovinato" eliminando un bit ad ogni ciclo. 

Il concetto del loop: 
G-zerŲ non č un filmato; e.g.ų ha volutamente puntato sulla staticitą dell'immagine che con l'audio ripetitivo punta a dare un senso di alienazione, di disorientamento ed appiattimento "da media". 

I pixel: 
L'immagine e' volutamente costituita da "grossi" pixel, questo per evidenziare il supporto comunicativo che stiamo usando (immagine e audio digitale) e per mostrare i limiti del supporto stesso (la perdita di bit per quantizzazione).

 

 

 





 

 

e.g.ų