Collection of Texts

 

 

Untitled HTML Paintings on Neural.it:
[source |  text in Italian_ translator here

25.07.03 Untitled HTML Paintings, classici cromatici.
In un ironica codifica html degli stili di alcuni celebri pittori dell'ultimo secolo, Untitled HTML Paintings è un'intuizione dell'artista italiano e.g.ø; che propone una riduzione matematica in CSS delle eleborazioni di alcuni artisti dell'ultimo secolo come Rothko, Van Gogh, Pollock e Mondrian. La formalizzazione algortmica di uno stile qui viene realizzata come operazione concettuale e dimostrativa, sottolineando come i processi mentali degli artisti elettronici siano ormai indissolubilmente collegati alla loro formalizzazione in linguaggi di programmazione e/o descrizione. I riferimenti ai classici diventano quindi una buona scusa per rendere in html delle semplici simulazioni di forme cromatiche, sottolineando l'immediatezza del linguaggio descrittivo delle pagine web per descrivere concetti.




Review on NETARTREVIEW.NET, net art web magazine:
[source | article by Francesca De Nicolò | text in Italian_ translator here

E.G.ø, alias Enrico Glerean, è un musicista, programmatore, performer, veneziano, classe '77, attivo tra Padova, un paese vicino Venezia, e Roma, che da anni si interessa alla manipolazione del suono, ( il suo primo strumento è stato, un organo Bomtempi, molto in voga tra i bambini italiani negli anni ottanta). e dell'immagine. Utilizzando chiaramente e inequivocabilmente la macchina quale strumento cardine dalla sua ricerca.
E.G.ø è quindi contaminato da Cage, dalla cultura underground, da tutta quella che è l’idea di assimilazione dell’assemblatore, del contemporaneo DJ, da Warhol; uno sperimentatore e citazionista, che altera il reale, seguendo un preciso disegno altamente poetico.
Per lui la macchina sostituisce completamente l'artista, e diventa protagonista della creazione, non c'è distinguo che tenga seguendo una sindrome poetica attenta a tutte le impercettibili variazioni dell'esistenza naturale ed emozionale. Ricompone e decompone, assembla, e riflette anche sulla sua identità, e su quella degli altri, come sulla possibilità di cambiare i codici di riferimento. E' particolarmente affascinato dall'ipotesi di trasformare le immagini in suono e partecipa a questo proposito a On How A Picture Can Sound con un mp3 scaricabile on line.
La sua prerogativa è anche quella di agitare e miscelare in eguali parti il suono dato dalla tecnologia e il suono naturale , inteso quale suono della natura “viva e pulsante”. La natura non artificiale è quindi per lui egualmente un serbatoio al quale attingere . Così campiona ovunque, e si aggira come un fonico che seleziona la realtà in presa diretta. Un suono che egli utilizza per creare le sue riflessioni tra "sound art e net art" come anche una sniffata nella rete per creare altre identità, identità alterate.
Il ritratto come anche l'autoritratto sono inoltre dei riferimenti di analisi molto spesso navigati , appare quindi anche affasciato dall' individuazione e analisi della personalità. Una personalità logicamente decomposta, nel vissuto contemporaneo, che lo porta a lavorare su se stesso, come Audio-Self Portait. Un autoritratto dato da un immagine di sé che è diventato suono, una musica realizzata assemblando, care basi musicali, le cosiddette colonne sonore della propria vita e suoni naturali campionati dal suo giardino per l’appunto. Anche Resonating Mary è un interessante lavoro di contaminazione audio, creato per una serata evento al TPO di Bologna, per Space is still the place, il gennaio scorso,una riflessione nella quale lavorando sulla memoria ha voluto rendere omaggio alla cantante Mary degli Stereolab dove la chitarra elettrica suona con la voce della Hansen stessa.
Sino ad arrivare all’ultimissima e interessante serie degli Untitled Html paintings, 13 "dipinti", nei quali il computer si sostituisce al pennello del pittore e ricrea deframmentando personalità evocative quali, Mondrian Html, Orange and Yellow, "un estratto" della pittura di Rothko, Itten, Dripping, riflessione su Pollock, Crows over Field pensando a Van Gogh; per poi agire anche in Random Abstraction, dove EGO risucchia dalla rete quello che gli interessa e lo altera, lo deforma seguendo quello che la macchina oltretutto gli propone, oppure Sunset over the Ocean, stavolta una proeizione della natura.
Adesso è sempre in Italia nel progetto curato da Marco Senaldi, Cover Theory, L'arte contemporanea come re-interpretazione, e moltissimi altri, tra cui DJ Spooky aka Miller, con Resonating Mary, con contributi di varia origine sino al 29 giugno all'Officina della Luce a Piacenza. Non possiamo dimenticare Water recordings che lui ha realizzato presentato da Valentina Tanni a Distillerie clandestine a Roma, in FestArte, in un lavoro sonoro nel quale ha lavorato mischiando il suono dell'acqua di Venezia, città alla quale è legato a doppia mandata, a quello del mare del Brasile, del Piave, e di altri suoni acquatici che aveva sentito e prelevato per l'occasione dalla rete.
Attualmente sta lavorando con Pennacchio Argentato per un'installazione sonora che andrà in mostra al progetto RADAR (una delle mostre "extra 50") a Venezia alla Giudecca in occasione della Biennale di Venezia , inaugurazione l'11 giugno prossimo. Non esclude una definitiva dipartita nel nordeuropa o a NY come mi dice in e-mail.

Francesca De Nicolò



Review on MOOD #48, fashion&design magazine:
[source | article by Marco Altavilla | text in Italian and English
 
estratto dall'articolo:
... Infine, altro giovanissimo protagonista italiano è e.g.ø che si muove in bilico tra sound art e net art e analizza i molteplici aspetti dello specifico sonoro consentiti dalle possibilità tecniche ed espressive del laptop. E' autore inoltre di incredibili installazioni sonore, ideatore e costruttore di software che utilizza per suonare e tradurre immagini in suoni.

excerpt from article:
... Finally, another young Italian sound artist is e.g.ø. He works in the area between sound art and net art and analyses the multiple aspects of the particular sounds made possible by the technical and expressive capabilites of the laptop.



Interview on Corriere del Veneto 22/Apr./2003, Italian daily newspaper:
[article by Fiorella Girardo | text in Italian_ translator here]

Venezia. L’appuntamento è davanti alla stazione. mentre aspetto cerco di immaginare come possa essere un web artista, uno che traffica con la Rete per creare opere d’arte. Sarà un po’ stravagante come tutti gli artisti -mi dico- allo stesso tempo, però, è uno che smanetta bene con il computer, insomma uno specialista del software. Mi sforzo di costruire nella mente una figura che coniughi i due aspetti, quando mi accorgo che un ragazzo con la faccia pulita e vestito come tanti suoi coetanei mi sta fissando. Unico vezzo i capelli lunghi raccolti sulla schiena con un elastico.
E’ lui, Enrico Glerean, 26 anni di San Donà di Piave, giovane promessa della net art italiana. Recentemente un suo lavoro è stato inserito nel sito del londinese Andrew Forbes che raccoglie opere contro la guerra elaborate da artisti di tutto il mondo. Ingegnere delle telecomunicazioni, ha tenuto poco tempo fa un corso all’Accademia Estone delle belle arti e ora sta collaborando con l’università di Padova. I suoi lavori sono contenuti nei più importanti siti internazionali di arte pensata ed elaborata per Internet.
Cosa significa essere un web-artista?
“Quando vengo chiamato artista sorrido ancora, anche se ormai sono cinque anni che mi interesso di queste cose. Io mi considero innanzitutto un sound-artista, cioè costruisco opere d’arte dove il suono è la componente estetica. Rielaboro con il computer musiche scritte e suonate da me, che a loro volta vengono modificate durante le performance dal vivo. E’ come se dipingessi dei quadri utilizzando solo i suoni: a volte sono delle nitide nature morte, spesso sono degli sbiaditi ricordi o sensazioni. Quando invece mi occupo di net art il suono si trasforma in forme. Cerco immagini dal mondo della Rete, me ne approprio, le cambio, le rovino trasformandole in qualcos’altro”
L’arte elettronica vive e muore dentro lo schermo del computer, nel magico mondo di Internet che offre al mondo intero la possibilità di vederle, come fosse un regalo, cioè gratuitamente.
“E’ vero. La net art ha una visibilità che è infinitamente maggiore di quella racchiusa nei musei o nelle gallerie. Esistono due o tre siti nel mondo che sono dei veri database dei lavori più importanti finora prodotti, ma solo l’un per cento degli artisti riesce a mantenersi con l’arte. La gran parte lavora come programmatore nel mondo dell’informatica e non dimentichiamo che i primi web-artisti erano degli hacker. D’altra parte si tratta di una novità che da poco sta attirando l’attenzione dei critici.”
A un web-artista basta un computer e un collegamento telefonico per produrre ed esporre il proprio lavoro. In questo la rete è molto democratica perché offre le stesse opportunità a chi vive nella grande città come nel paesino più sperduto. L’ambiente dove vive condiziona ancora l’artista?
“Io credo di sì. L’ultimo lavoro che ho presentato qualche giorno fa a Roma ha radici profonde nella mia terra d’origine. Si chiama “Water recordings” e nasce dal legame con il mare e con Venezia. Ho raccolto i vari suoni prodotti dall’acqua e li ho rielaborati. Sono partito da quelli interiori al nostro corpo, poi sono passato all’acqua in casa, allo sciacquio del Piave e della Laguna e infine ho raccolto i suoni dalla Rete, per esempio il rumore del mare in Brasile.”
Il prossimo impegno lo vedrà il dieci maggio a Piacenza per “Cover Theory” una grande mostra di arte contemporanea dove lui, il più giovane, esporrà accanto a grossi nomi del calibro di Alighiero Boetti e Maurizio Cattelan.
Prima di salutarci si scusa se durante l’intervista le parole uscivano con lentezza. Mi spiega che ultimamente dorme poco. Di giorno lavora e gli rimane la notte per smaltire le oltre cento e-mail che gli arrivano quotidianamente dal mondo della Net art. Sono amici o nuovi contatti con galleristi che hanno scoperto il suo lavoro navigando in Rete. E intanto si strofina gli occhi mentre aspetta il prossimo treno.



E.G on Liberazione 15/Feb./2003, Italian daily newspaper:
[source | article by Graziarosa Villani | text in Italian_ translator here]

estratto dall'articolo:
...E catturato dall’idea di una grande net opera mondiale che inneggiasse alla pace è stato anche l’italiano Enrico Glerean, coinvolto dal digital artist olandese Elout de Kok (espositore tra l’altro a “Netizens, Cittadini della Rete” che si è tenuta alla Galleria Sala1, Roma). «Credo che Wartime - dice Glerean che ha presentato il progetto ad una iniziativa di Emergency a Caereano San Marco (Treviso) - sia un esempio di come possano esistere molte persone di varie nazionalità contrarie all’idea della guerra nonostante i capi dei rispettivi paesi siano pronti a mandare gli eserciti a combattere. E’ una presa di coscienza dello stato di guerra in cui viviamo». E Glerean (http//www.egzero.org/wartime) per la sua net opera di pace si è ispirato alla nota fotografia del cinese solo davanti al carro armato in piazza Tienammen. Il messaggio che vuole dare è di non perdere la memoria di quei fatti. La foto infatti, cliccandoci sopra, si autodivide all’infinito in quattro parti fino ad arrivare a ridursi ad un solo byte, un minuscolo granello di memoria digitale che rischia di obliarsi dal cervello degli individui. Graziarosa Villani



E.G on Corriere della Sera.it 14/Feb./2003, website of italian daily newspaper:
[source | text in Italian_ translator here]
estratto dall'articolo: ... L'italiano Enrico Glerean nella sua «Agenda for a war» usa invece il mouse per mettere in scena la violenza di certa informazione: c'è la famosa immagine del ragazzo davanti al carro armato di piazza Tien An Men: cliccandoci sopra, si fa in due, un altro clic e diventano quattro, quindi otto e così via fino alla sua polverizzazione. «Il mio è un adattamento digitale delle teoria sociologica del'agenda setting: se i media non parlano più di un fatto, il fatto non esiste - spiega l'autore, un neolaureato in ingegneria nato a Venezia 26 anni fa. «Più si clicca sull'immagine, più questa perde bit e diventa brutta. Appoggiando il mouse sopra la foto compare invece la parola «forgot»: è l'immagine dimenticata. Il clic distrugge come fa la violenza dell'informazione.



E.G on Random net art magazine:
[source | article by Francesca De Nicolò | text in Italian_ translator here]

EG0 (si legge Egzero, alias Enrico Glerean, veneto classe '77) è programmatore, musicista e artista digitale. Sul nuovo sito, egzero.org, possiamo ascoltare le sue produzioni che, citando inevitabilmente Cage, sono interessanti luoghi di contaminazione e manipolazione sonora. Sonome, pezzo realizzato per la mostra Selfportrait del Javamuseum, è un autoritratto realizzando registrando e mixando suoni e rumori di una sua giornata tipo. EG0 ha iniziato già piccolissimo ad interagire con il suono (nel 1982) generando rumori con un organo Bontempi, ed ha all'attivo partecipazioni a diversi progetti web: con Agricola De Cologne, con il londinese Atty (ultimo in ordine di tempo il War Time Project) e con Mauro Ceolin, per il quale ha realizzato la colonna sonora del videogioco RGBTetris. Lo scorso settmbre ha suonato le icone di Carlo Zanni nella galleria Analix Forever di Ginevra e il 17 gennaio, in occasione della mostra L’oading, ha realizzato una performance con musiche da videogames. Il 25 gennaio prossimo sarà a Bologna al TPO con l'installazione sonora Resonating Mary, tributo alla cantante degli Stereolab recentemente scomparsa. (francesca de nicolò)

txt2sound reviewed on the Centre International d'Art Contemporain de Montréal (CIAC) website:
[source | article by Cécile Petit | text in French_ translator here]

Con|text est la première exposition en ligne d'art web présentée par le Stasis_space avec des œuvres sélectionnées et commentées par John Kannenberg. Huit artistes explorent la notion de mot et de texte dans un environnement technologique.
[...]
L'œuvre de e.g.ø, net artiste italien, est peut-être la plus radicale.
Avec text2sound, l'artiste fini par établir un système de négation du mot. Ce projet fonctionne sur un principe de traduction sonore basé sur la réalité numérique du mot. Son "image" n'existe plus en soi, et il est dépossédé de son sens. Le mot n'est plus qu'une suite de 0 et de 1. C'est à partir de ce constat que l'artiste crée un algorithme qui permet de transposer cette suite binaire en son. Un son simple. Un son technologique, grinçant, brut, qui ne porte lui non plus aucun sens, n'appelle aucune représentation mentale. Et l'artiste termine en appliquant son "algoritmisation nihiliste" à une phrase de Paul Claudel : "Ô mon âme ! Le poème n'est point fait de ces lettres que je plante comme des clous, mais du blanc qui reste sur le papier". Tout est dit.

 

Music For Deaf People on Rhizome.org:
[source]

How could be music be translated for deaf people? With this work e.g.ø is trying to play his own music for those without hearing. E.g.ø's music often has very few sounds and patterns, and is rendered in this piece as an interplay of multi-colored rectangles. Using a minimal number of tones, harmony is still able to rise in all its infinite colours and leads the viewer to discover new generated harmonies, as he admires the new patterns created by the fluctuating hues.

June 1984 (video) - collective exhibition in Rome for Amnesty International:
[source | article by Carmine Mario Mulière | text in Italian_ translator here]

E.G.Ø  è l’artista più giovane presente in questa collettiva. Secondo me egli rappresenta il futuro non soltanto per l'età ma anche dal punto di vista strettamente artistico perché è un visual digital artist: un manipolatore dei mezzi elettronici che utilizza con estrema competenza le tecnologie multimediali. Il suo lavoro è essenziale e rigoroso, equilibrato e sostenuto dal suono che diventa vibrazione sonora che permea l'immagine animandola in maniera sottile, pervadendo e coinvolgendo anche il senso  dell'udito. Dunque non effetti 'speciali' soltanto, bensì sostanziale, inequivocabile ed ulteriore pregnanza di un'opera che si approssima alla totalità comprensiva della spinta virtuale. Quindi onnicomprensiva. Come la Rete Internet che và salvaguardata perché è un bene comune e alla portata di tutti.
Per questa iniziativa ha presentato un'opera emblematica sul tema proposto e realizzata in 88 secondi, tanti sono i tasti del pianoforte che egli suona: semplice coincidenza? O eterna sigizia Causa / Caso?
Sul monitor, l'immagine scompare decrescendo in sette momenti. Altra coincidenza con le 7 note principali. E il sottofondo sonoro è univoco per tutta la durata quasi a tener sveglia l'attenzione: una sentinella per la memoria. Non dimenticare allora vuol dire acquisire nella propria coscienza il messaggio che l'opera artistica veicola. Se ciò avviene l'artista ha assolto il compito che la sua opera impone. Non vorrà vincere, ma convincere: vincere insieme: comunicare SempliceMente. (Carmine Mario Mulière)


On Neural.it:
+
con|text, net art letteraria;
+ Ether, musica generativa;
+ Net Art italiana, compendio su Javamuseum.


On Repubblica (daily Italian newspaper) on MUSICA and online:
+
mary_image


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